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IL CALCIO ITALIANO NEL MONDO


CALCIO

Il Calcio è uno sport di squadra giocato con un pallone sferico su un campo di gioco rettangolare, con due porte. È giocato da due squadre composte da 11 giocatori. Dieci di essi possono toccare il pallone solo con i piedi, il corpo e la testa; uno solo posto a difesa della porta (e perciò detto "portiere"), può toccare il pallone anche con mani e braccia, solamente se il pallone si trova in area di rigore. L'obiettivo del gioco è quello di segnare più punti (detti gol o reti) della squadra avversaria, facendo passare il pallone fra i pali della porta avversaria. La durata di una partita è di 90 minuti, divisi in due tempi da 45' ciascuno più un eventuale recupero. È uno sport fisico e tecnico e, praticato a livello professionale, ha un rilevante aspetto tattico. È diventato lo sport più popolare al mondo (sia per il numero di persone che lo giocano, sia per il numero di spettatori) perché è basato su norme semplici, perché si gioca solo con un pallone senza altre attrezzature particolari e perché può essere adattato ai luoghi e alle situazioni più diverse. La sua origine è antica, ma la versione moderna e codificata del calcio è nata in Inghilterra nel XIX secolo. Da allora il calcio si è diffuso prima in Europa poi in Sud America e quindi nel resto del mondo. Le partite di calcio sono giocate a livello amatoriale e professionistico. Nel calcio professionistico i calciatori sono undici e la correttezza del gioco è fatta osservare da un ufficiale di gara (l'arbitro) e dai suoi assistenti (guardalinee, giudici di porta e quarto uomo). Rientra nelle discipline olimpiche dalla seconda edizione. La competizione calcistica più importante è la Coppa del Mondo FIFA, che si disputa ogni quattro anni sotto l'egida della Fédération Internationale de Football Association (FIFA), il massimo organismo calcistico mondiale. Si tratta dell'evento sportivo più seguito in assoluto.
La parola calcio deriva dal latino «calx» che significa calcagno, tallone e la sua derivazione «calciare» che indica la percossa data col piede.
La Storia: il predecessore più simile al calcio attuale, di cui si hanno tracce fin dal II e III secolo a.C., fu il cinese tsu' chu[8] o cuju (蹴鞠T, cùjúP, letteralmente "palla spinta con il piede"), un allenamento militare nel quale si doveva calciare una palla, riempita con piume e capelli, tra due canne di bambù: la porta non superava i 30–40 cm di larghezza.[8] Circa 500 o 600 anni dopo, in Giappone si giocava il kemari (tuttora praticato), nel quale l'obiettivo dei giocatori, disposti in cerchio, era evitare che la palla toccasse terra. Nella Grecia del IV secolo a.C. si giocava l'episciro (dal greco episkyros); nella successiva epoca Romana prese il nome di harpastum, nel quale due fazioni dovevano portare una palla oltre la linea di fondo avversaria e nel quale prevaleva l'aspetto antagonistico e fisico rispetto a quello puramente agonistico. I riferimenti successivi si trovano 700 anni dopo nel Medioevo, in Italia, dove venne probabilmente abbozzato il gioco del calcio attuale (anche se con caratteristiche più simili al rugby) e chiamato Calcio in costume o fiorentino. Nelle isole britanniche questo sport antenato del calcio, portato dai conquistatori romani, incontrò diverse opposizioni: nel 1314 il podestà di Londra lo dichiarò fuorilegge, durante la Guerra dei cent'anni fu vietato a favore del tiro con l'arco; venne successivamente osteggiato da parte dei Puritani nel XVI secolo che lo consideravano "frivolo". Lo sport rimase comunque praticato e non fu mai soppresso del tutto, finché non venne depenalizzato nel 1835 con il cosiddetto Highway Act, che vietò il gioco nelle strade pubbliche ma lo rese possibile negli spazi chiusi. La patria del calcio moderno fu quindi l'Inghilterra, e in particolare i college britannici. Il calcio nacque infatti come sport d'élite: il football fu inizialmente praticato dai giovani delle scuole più ricche e nelle università. Le classi erano sempre composte da dieci alunni, e a questi si aggiungeva il maestro che giocava sempre insieme a loro: nacque così la consuetudine di giocare in undici. Il "capitano" di una squadra di calcio è quindi una sorta di discendente del maestro che, in quanto tale, dirigeva la sua classe di alunni. Le diverse scuole britanniche giocavano ognuna secondo le loro regole, spesso basilarmente diverse. Nel 1848, all'Università di Cambridge, H. de Winton e J.C. Thring, proposero e ottennero di fare una riunione con altri undici rappresentanti delle varie scuole e club inglesi (tra i quali Eton, Harrow, Rugby, Winchester e Shrewsbury) per trovare un punto d'incontro. La riunione durò otto ore e produsse un importante risultato: vennero infatti stilate le prime basilari regole del calcio, dette anche Regole di Cambridge. Il 24 ottobre 1857 a Sheffield, Nathaniel Creswick fondò la prima squadra di calcio della storia: lo Sheffield FC. Ma il contributo di Creswick al gioco del calcio non si fermò qui: insieme a William Prest scrisse nel 1858 le Sheffield Rules (Regole di Sheffield), che si andavano ad aggiungere a quelle precedenti e introducevano nel gioco regole importanti come la durata della partita e la divisione della stessa in due tempi. La città di Sheffield può essere considerata a tutti gli effetti la madre del calcio moderno dato che, dopo la fondazione del primo club, nella cittadina inglese si giocò la prima competizione di calcio della storia: la Youdan Cup, vinta dall'Hallam FC, il secondo club di calcio della storia. Pochi anni dopo, il 26 ottobre 1863, a Londra, presso la Free Mason's Tavern, venne fondata la Football Association, prima federazione calcistica nazionale che unificò definitivamente il regolamento. Queste scelte posero fine al dubbio che riguardava la parte del corpo con la quale colpire la palla: il nuovo regolamento indicò chiaramente il gioco con i piedi e permise il gioco con le mani solo nel momento in cui era necessario catturare un pallone chiaramente indirizzato in porta, come su un calcio di punizione diretto. Queste regole furono adottate da tutti eccetto che dalla scuola di Rugby, i cui rappresentanti furono chiaramente a favore di un gioco più fisico e che consentisse di toccare il pallone anche con le mani (fondatore di questa consuetudine, secondo la tradizione, fu William Webb Ellis). Si produsse così la divisione che portò alla nascita del rugby, sport che prese il nome dalla scuola che l'ha sviluppato; lo sport codificato dalla Football Association prese il nome association football, per distinguerlo dal rugby football. Nel 1888 si tenne il primo campionato inglese, secondo la formula tuttora in vigore. Il calcio si espanse a macchia d'olio: in Inghilterra ben presto divenne lo sport per eccellenza della classe lavorativa e non solo di quella benestante, dato che uno sport divertente, semplice e stancante era l'ideale per sfogarsi dopo una settimana lavorativa. Dall'Inghilterra, il calcio moderno venne esportato prima nelle vicine Scozia (1873), Galles (1876) e Irlanda del Nord (1880) e successivamente in tutta Europa o per opera degli emigrati di ritorno dall'Inghilterra stessa (che furono tra i primi a conoscere il football) o su iniziativa degli stessi inglesi che si trovavano all'estero. Furono così fondate le federazioni in Europa e ovunque arrivava il commercio inglese (come Nuova Zelanda e Sud America). Il fenomeno ormai era di dimensioni intercontinentali, e fu necessario adattare le istituzioni calcistiche e chiarire in maniera più dettagliata le regole: in questi anni infatti, continuavano a esistere svariate interpretazioni del gioco. Anche a questo scopo, nel 1904 si costituì la Fédération Internationale de Football Association (FIFA), cui si affiliarono le varie Federazioni nazionali nate nel frattempo. Secondo lo studio "Big Count 2006", svolto dalla FIFA nel corso del 2006 e pubblicato nel maggio 2007, in tutto il mondo ci sono 265 milioni di persone che praticano il calcio di cui 38 milioni tesserati per le varie società. Includendo anche gli arbitri e i funzionari il totale delle persone direttamente coinvolte nel calcio raggiunge i 270 milioni, ovvero circa il 4% della popolazione mondiale. Il continente con più giocatori in termini assoluti è l'Asia (85 milioni di calciatori), seguita da Europa (62), Africa (46), America del Nord (43), America del Sud (27) e Oceania (0,5) mentre in percentuale la maggior diffusione si ha in Europa, Nord e Sud America, dove le persone coinvolte rappresentano il 7% della rispettiva popolazione totale.
Le regole ufficiali del gioco del calcio (in inglese Laws of the Game, Regole del Gioco) sono 17 e sono pubblicate dalla FIFA, e gestite dall'International Football Association Board (IFAB), all'interno della quale, fin dalla sua nascita, una proposta di cambio delle regole deve raccogliere almeno il 75% dei favori per essere approvata. La regola principale che caratterizza e differenzia questo sport rispetto al rugby e alla pallamano è che la palla non può essere toccata o colpita con braccia e mani; per lo più si usano i piedi ma ogni altra parte del corpo diversa da braccia o mani è ammessa. Il giocatore deputato al ruolo di portiere è l'unico che può toccare il pallone con le mani, ma solo all'interno della propria area di rigore e se non gli viene passato volontariamente coi piedi da un compagno di squadra. Fino al 1912 il portiere poteva toccare il pallone con le mani anche al di fuori della propria area di rigore purché all'interno della propria metà del terreno di gioco e fino al 1992 era libero di controllare con le mani qualsiasi passaggio di un proprio compagno. Le regole base sono da applicarsi a tutti i livelli del calcio, anche se sono consentite alcune modifiche a dimensioni del terreno di gioco, dimensione peso e materiale del pallone, dimensioni delle porte, durata dei periodi di gioco e numero delle sostituzioni per partite tra giocatori con meno di 16 anni, donne, calciatori veterani (oltre i 35 anni) o portatori di handicap, a patto che vengano rispettati i principi fondamentali del gioco. Altre modifiche, invece, devono avere il consenso dell'IFAB. Le prime regole del calcio risalgono all'8 dicembre 1863 quando la neonata Football Association approvò le 14 regole scritte da Ebenezer Cobb Morley durante una riunione alla Freemasons' Tavern di Londra. Tuttavia alcune squadre non accettarono tali regole, in particolare quelle di Sheffield, che continuarono a giocare con le norme che avevano introdotto nel 1857. Successivamente fu creata l'International Football Association Board, con lo scopo di redigere un unico regolamento per il calcio. Gradualmente le regole furono riviste e modificate fino a diventare 17. Nel 1930 le regole furono riviste e riorganizzate da Stanley Rous e rimasero tali fino alla successiva revisione del 1997. Le odierne 17 regole riguardano:  Il terreno di gioco; Il pallone; I calciatori; L'equipaggiamento dei calciatori; L'arbitro; Gli altri ufficiali di gara; La durata della gara; L'inizio e la ripresa del gioco; Il pallone in gioco e non in gioco; L'esito di una gara; Il fuorigioco; Falli e scorrettezze; I Calci di punizione; Il calcio di rigore; La rimessa dalla linea laterale; Il calcio di rinvio; Il calcio d'angolo. In aggiunta alle 17 regole, contribuiscono a regolamentare il gioco del calcio le norme aggiuntive del regolamento e anche numerose decisioni dell'IFAB e altre direttive. Inoltre non è una regola, ma una modalità di comportamento definita fondamentale per il gioco del calcio, il fair play, per il quale la FIFA ha creato una campagna d'informazione e stilato un codice di condotta.
Una partita di calcio, che dura 90 minuti e si disputa in due tempi di 45 minuti ciascuno, si svolge sotto il controllo di un arbitro (figura introdotta per la prima volta nel 1891), che ha «tutta l'autorità necessaria per far osservare le Regole del Gioco nell'ambito della gara che è chiamato a dirigere» e le cui decisioni sono inappellabili. L'arbitro è coadiuvato da due assistenti arbitrali e in alcune partite anche da un quarto ufficiale, che, qualora se ne presenti la necessità, può anche sostituire l'arbitro, da un assistente di riserva, atto a sostituire uno dei due assistenti in caso di necessità e dal VAR, un supporto tecnologico, in alcune federazioni nazionali e internazionali. Alcune federazioni hanno adottato anche gli arbitri di porta, che controllano se la palla ha superato completamente la linea di porta e, in alcuni casi, aiutano a decidere sui contatti in area di rigore.
Terreno di gioco: il campo di gioco si compone di 3 parti al suo interno: il terreno di gioco, ovvero la superficie rettangolare, delimitata dalle linee laterali e di porta, sulla quale si svolge effettivamente il gioco. Dopodiché vi è il campo per destinazione, ovvero una fascia di terreno, dello stesso materiale del terreno di gioco, che si estende per almeno un metro e mezzo oltre le linee perimetrali. Infine, si ha il recinto di gioco, che si estende fino alle recinzioni che delimitano la zona per il pubblico; nel recinto di gioco sono incluse anche le eventuali piste atletiche. Il terreno di gioco è delimitato con strisce bianche, che contribuiscono anche alla segnatura delle due aree di rigore, del centrocampo, e delle aree d'angolo. Al centro di ciascun lato minore del terreno di gioco sono situate le porte. Le linee sono parte integrante del terreno di gioco. Esse possono essere tracciate con gesso bianco sui terreni in erba ed in terra battuta, con segatura nel caso di terreno bagnato, con polvere di carbone sui terreni innevati. Sui terreni in erba sintetica viene utilizzata una vernice bianca non tossica. Tutte le linee devono avere la stessa larghezza, massimo 12 cm. La lunghezza del terreno di gioco in partite internazionali deve essere tra i 100 e i 110 metri, e la larghezza tra i 64 e i 75 metri. Per le altre partite i limiti sono un po' più elastici: dai 90 ai 120 metri di lunghezza e tra i 45 e i 90 metri di larghezza. La forma del campo deve essere comunque rettangolare, con linee laterali più lunghe delle linee di porta. Si adottano tuttavia molto spesso le indicazioni per le gare internazionali; da qualche anno, inoltre, la FIFA ha consigliato le misure standard di 105 metri di lunghezza per 68 di larghezza. Il campo è diviso in due metà da una linea mediana che passa attraverso il centro del campo e incontra il centro di ciascuna linea laterale. Nel punto del centrocampo è tracciata una circonferenza con raggio di 9,15 metri. Perpendicolare alla linea di porta sono disegnate due linee distanti 5,50 metri da ciascun palo e sono unite da una linea parallela alla linea di porta. L'area delimitata da queste linee è definita area di porta. Perpendicolare alla linea di porta sono disegnate altre due linee distanti 16,50 metri da ciascun palo unite da una linea parallela alla linea di porta. L'area delimitata da queste linee è definita area di rigore. Al centro dell'area di rigore c'è un punto distante 11 metri dal centro della porta, il dischetto del calcio di rigore. Fuori l'area di rigore è disegnato un arco distante 9,15 metri dal punto del calcio di rigore. Ad ogni angolo del campo è collocata una bandierina di altezza inferiore a 1,5 metri. All'interno di ogni angolo del campo è disegnato un quarto di cerchio con un raggio di 1 metro. Una porta con due pali verticali e una traversa orizzontale è collocata al centro della linea di porta. Il materiale della porta deve essere tale da non causare pericolo ai giocatori e deve essere di colore bianco. La distanza tra i pali deve essere di 7,32 metri e la distanza dal bordo inferiore della traversa al suolo deve essere di 2,44 metri. Pali e traversa hanno uno spessore non superiore ai 12 cm.
Il pallone: secondo le Regole di Gioco, la palla deve avere una forma sferica e realizzata in pelle o altro materiale adatto ed ha una circonferenza di non più di 70 centimetri e di almeno 68 cm. Il peso non deve superare i 450 grammi e non inferiore a 410 grammi ad inizio partita. Inoltre, la pressione all'interno del pallone dovrebbe essere da 0,6 a 1,1 atmosfere. Se durante la partita la palla scoppia o diventa irregolare, la gara viene interrotta e riavviata con il nuovo pallone che viene posizionato nel punto in cui la palla originaria è diventata difettosa, a meno che il gioco sia stato fermato all'interno dell'area di porta, nel qual caso l'arbitro lascia il nuovo pallone cadere nella linea dell'area di porta, al punto più vicino in cui si trovava la palla originaria quando il gioco è stato interrotto. Se la palla scoppia o diventa irregolare nel corso di un calcio di punizione o un calcio di rigore, il calcio è ripetuto. Non si può cambiare la palla durante la partita senza il permesso del direttore di gara.
I calciatori: ogni squadra gioca con un massimo di undici giocatori, uno dei quali è il portiere. Poi ci sono i panchinari per sostituire i titolari in caso di necessità durante il gioco. Il numero massimo di modifiche consentite sulla maggior parte dei campionati internazionali e locali è di tre per ogni squadra. In altri concorsi o in partite amichevoli questo numero può variare. Le ragioni più comuni per cambiare un giocatore possono essere: un infortunio, la stanchezza, l'inefficacia del giocatore stesso, un cambiamento nelle tattiche del gioco o, se il risultato è favorevole verso la fine della partita, il desiderio di guadagnare tempo. Il giocatore che è stato sostituito di solito non può prendere ulteriormente parte al gioco. L'International Football Association Board raccomanda che una partita non dovrebbe continuare se ci sono meno di sette giocatori in una delle due squadre.
L'equipaggiamento dei calciatori: I giocatori devono indossare: maglia, pantaloncini, calze, scarpe e parastinchi. I portieri possono indossare abiti lunghi o corti. La maggior parte dei giocatori indossa scarpe con tacchetti(non di ferro) anche se il regolamento non lo richiede obbligatoriamente. Il portiere deve indossare indumenti di colore diverso rispetto alla loro squadra e all'arbitro. Sotto i pantaloncini possono essere indossati dei collant dello stesso colore. I parastinchi devono essere coperti dalle calze e fatti di materiale che fornisce protezione. Le regole del gioco vietano l'uso di oggetti che possono arrecare danno.
Arbitro: la partita di calcio è controllata da un arbitro con piena autorità di far rispettare le Regole del Gioco, le cui decisioni sono definitive. Si muove intorno al campo con un fischietto e facendo segni con le mani.
Altri ufficiali di gara: l'arbitro riceve l'aiuto di due assistenti, che corrono lungo le linee laterali e indicano le violazioni con una bandierina. A livello professionistico c'è un quarto uomo che assiste il primo arbitro e lo può sostituire in caso di necessità.
La durata della gara: una partita di calcio è costituita da due tempi di 45 minuti ciascuno. Il tempo non si ferma quando la palla è fuori gioco. Tra un tempo e un altro c'è un intervallo, che di solito dura 15 minuti. L'arbitro è il cronometrista ufficiale della manifestazione e può aggiungere ulteriori minuti a causa del tempo perso sulle sostituzioni, infortuni o di altre interruzioni di gioco. Il recupero è indicato come "tempo di recupero". La durata di questo tempo è a discrezione del direttore di gara. Solo l'arbitro segnala la fine della gara. Il quarto uomo informa i giocatori e spettatori, con un cartello che indica il numero di minuti di recupero. Questo numero può essere esteso dall'arbitro. In alcuni casi, in cui bisogna designare assolutamente un vincitore, il gioco può essere esteso oltre la fine di 90 minuti, in modo da giocare per più tempo detto supplementare. Se ancora nessun vincitore è emerso, si va ai calci di rigore. Nelle gare ad eliminazione diretta in cui ci sono partite di andata e ritorno, il punteggio totale delle due gare determina la qualificazione. Quando il punteggio totale per ciascun gruppo è pari, può essere applicata la regola del goal in trasferta per determinare il vincitore. In questo caso il vincitore è la squadra che ha fatto più goal fuori casa. Se il risultato è ancora uguale, si va ai supplementari o ai rigori.
Inizio e ripresa del gioco: la partita di calcio si basa su una serie di regole e si gioca con un pallone da calcio. Con sorteggio prima dell'inizio della partita si decide su quale lato del campo una squadra si vuole posizionare e chi eseguirà il calcio d'inizio. Il pallone è posto sul punto centrale del terreno di gioco, dove infatti si trova un cerchietto bianco. Prima che il calcio d'inizio venga eseguito, tutti gli avversari devono trovarsi ad almeno 9,15 metri (10 iarde del sistema imperiale) di distanza dal pallone, ovvero fuori dal cerchio di centrocampo. Tutti i giocatori devono inoltre trovarsi all'interno delle proprie metà campo. Quando tutti i calciatori hanno preso posizione in conformità alla regola, l'arbitro emette il fischio che autorizza l'esecuzione del calcio d'inizio. Su calcio d'inizio, il pallone è in gioco quando viene calciato. Fino a qualche tempo fa il pallone doveva essere mosso tassativamente in avanti, ma dal Campionato europeo di calcio 2016 il regolamento, per quanto riguarda ciò, è stato modificato: il pallone può essere quindi mosso in qualsiasi direzione.
Il pallone in gioco e non in gioco: la palla è fuori gioco, cioè non in gioco, quando ha superato la linea di porta o laterale, sia a terra o in aria e quando il gioco viene interrotto dall'arbitro. La palla è in gioco, in tutti gli altri casi, compresi i casi in cui la palla rimbalza su un palo o traversa o tocca la bandierina. Quando la palla è fuori gioco, il gioco riprenderà con uno degli otto metodi di riavvio a seconda di come è andata fuori dal gioco:
- Ripresa da centrocampo: viene effettuata quando una delle due squadre ha segnato.
- Rimessa laterale: si verifica quando la palla oltrepassa la linea laterale. È battuta con le mani.
- Calcio di rinvio: si svolge quando la palla passa completamente la linea di fondo campo e l'ultimo a toccare la palla è stato un calciatore della squadra attaccante.
- Calcio d'angolo: si svolge quando la palla passa completamente la linea di porta e l'ultimo a toccare la palla è stato un calciatore della squadra difendente.
- Calcio di punizione indiretto: gestito dalla squadra avversaria per un fallo. In caso di tiro in porta, il gol non è valido se non toccano la palla almeno due giocatori, prima che questa varchi la linea di porta.
- Calcio di punizione diretto: gestito dalla squadra avversaria per un fallo. La palla può essere calciata direttamente in porta.
- Rigore: si batte quando si subisce fallo nell'area di rigore.
- Palla lasciata cadere: si verifica quando l'arbitro interrompe il gioco per infortunio di un giocatore o altre interferenze.
L'esito di una gara: lo scopo del gioco è di far entrare il pallone (originariamente una palla di cuoio) nella porta avversaria, delimitata da due pali verticali congiunti nella parte superiore da una traversa. Se per errore un giocatore di una squadra mette il pallone nella propria porta allora si segna un autogol. Gli attaccanti cercano di creare azioni da gol attraverso il palleggio, il passaggio e il tiro in porta, I difensori cercano di riprendere il controllo della palla attraverso i contrasti o le scivolate. Tutti i giocatori sono liberi di muoversi in mezzo al campo fino a che non si interrompe il gioco per un fallo, un fuorigioco o una rimessa. Una partita di calcio viene vinta dalla squadra che nei 90 minuti di gioco segna più gol di quella avversaria. In caso di uguale numero di reti segnate, o se non sono stati realizzati gol, la partita è considerata pareggiata. In competizioni che prevedano l'eliminazione diretta ed esigono quindi che la gara abbia una vincente, si ricorre di solito a tempi supplementari (due tempi della durata massima di 15 minuti ciascuno) e, in caso di ulteriore parità, si passa ai tiri di rigore per stabilire chi accede al turno successivo. Inizialmente, in caso di pareggio, la squadra qualificata veniva determinata tramite il lancio di una monetina. Alcune varianti nel meccanismo dei tempi supplementari, introdotte dalla seconda metà degli anni novanta prevedevano: il golden gol: la prima squadra che segna nei supplementari si aggiudica l'incontro e la partita finisce immediatamente. il silver gol: la squadra che riesce a terminare in vantaggio il primo tempo supplementare si aggiudica l'incontro senza bisogno di disputare il secondo tempo supplementare. Queste modifiche regolamentari sono state abolite nel 2004. Nel caso di partite di andata e ritorno, quando la somma dei risultati delle due gare dà un pareggio la squadra qualificata al turno successivo (o eventualmente vincitrice della competizione in caso di finale) può essere determinata con la regola dei gol fuori casa: si qualifica la squadra che ha segnato più gol in trasferta.
Il fuorigioco: il fuorigioco descritto nella regola 11 del calcio, è stato progettato in modo tale che un giocatore non può ottenere un vantaggio vicino alla porta avversaria, quando c'è solo un giocatore difendente tra lui e la porta. Un giocatore non è in posizione di fuorigioco se è nella propria metà campo, se è in linea con il penultimo avversario o se è in linea con gli ultimi due avversari. Un giocatore in posizione di fuorigioco viene penalizzato solo se tocca la palla o passa ad un giocatore, che è attivamente coinvolto nel gioco, a giudizio del direttore di gara. Un giocatore in posizione di fuorigioco non viene penalizzato se riceve la palla direttamente da un calcio di rinvio o rimessa laterale. Nel caso di un fuorigioco, l'arbitro assegna un calcio di punizione indiretto alla squadra avversaria, che va dal punto in cui è stato commesso il reato. Il fuorigioco è una delle prime regole che sono state stabilite nel calcio. Considerata una delle più complesse regole del calcio e, talvolta, giocatori, allenatori e tifosi mettono in discussione le decisioni prese dall'arbitro e dai suoi assistenti in una partita. Ci sono stati molti tentativi di revisione di questa regola da parte dell'International Football Association Board al fine di diventare efficace e migliorare la qualità del calcio come uno spettacolo. Tuttavia, ogni nuova revisione non è facilmente digeribile.
Falli e scorrettezze: I cartellini giallo e rosso: i falli e le scorrettezze, nel gioco del calcio, sono infrazioni alle regole per le quali l'arbitro deve prendere i dovuti provvedimenti contro il calciatore reo del gesto; nella fattispecie, i falli sono tutte quelle azioni che comportano l'interruzione del gioco e l'assegnazione di un calcio di punizione, diretto od indiretto, o di un calcio di rigore, in favore della squadra avversaria, mentre le scorrettezze sono tutti quegli atti o gesti meritevoli di cartellino (giallo o rosso): possono esistere, quindi, anche delle azioni che siano contemporaneamente sia falli che scorrettezze (come lo spingere un avversario per impedirgli di raggiungere una posizione vantaggiosa, che è un fallo perché passibile di calcio di punizione diretto, ed è anche una scorrettezza perché è passibile di ammonizione). La trattazione dei falli e delle scorrettezze è disciplinata alla Regola 12 del Regolamento del Gioco del Calcio. Gli allenatori, vice-allenatori e altro personale di una squadra possono essere puniti con un cartellino giallo o rosso, e possono essere espulsi dalla zona tecnica se si comportano in modo inappropriato. Se un fallo è normalmente previsto, l'arbitro può permettere di continuare. Questo è noto come "vantaggio". L'arbitro può chiamare fallo se il vantaggio previsto non si verifica nel giro di pochi secondi. L'autore del fallo può essere punito per cattiva condotta alla successiva interruzione del gioco. La decisione dell'arbitro su qualsiasi questione che rientri nel campo di gioco sono definitive. Il punteggio partita non può essere modificato dopo la partita, anche se la prova successiva mostra che le decisioni non erano corrette. Un arbitro può modificare la decisione solo durante la gara. Insieme con l'amministrazione generale dello sport, le associazioni di calcio e gli organizzatori di calcio cercano di far rispettare il buon comportamento nelle aree più ampie legate al calcio, come ad esempio commenti della stampa, la gestione finanziaria del club, doping. Le pene per i reati di cui sopra possono essere imposte su individui o gruppi. Le sanzioni vanno da multe e la sottrazione di punti o espulsione dalle competizioni.
Natura del gioco
Ruoli, moduli e schemi di gioco: I ruoli principali del calcio sono 4: il portiere, il difensore, il centrocampista e l'attaccante. Le regole stabiliscono solo che uno dei giocatori debba essere designato come portiere, mentre gli altri ruoli non vengono menzionati. Benché i giocatori abbiano solitamente compiti specifici di attacco o difesa non devono necessariamente rimanere sempre nella loro zona di competenza (difesa, centrocampo o attacco), ma è possibile per un difensore partecipare alla fase offensiva o, viceversa, per un attaccante aiutare nella fase difensiva. Le squadre solitamente vengono disposte in campo secondo alcuni moduli che si sono canonizzati nel tempo e durante lo svolgersi della partita applicano diversi schemi di gioco a seconda dell'interpretazione dell'allenatore o del responsabile tecnico della squadra.
Il portiere è il giocatore il cui obiettivo principale è quello di impedire che la palla entri in porta durante la partita. Il portiere è l'unico giocatore che può toccare il pallone con le mani durante il gioco attivo, ma solo all'interno della propria area. Ogni squadra deve avere un unico portiere in campo. Nel caso in cui il giocatore debba lasciare il campo di gioco per qualsiasi motivo, deve essere sostituito da un altro giocatore, o uno che è in gioco o un sostituto. Questi giocatori devono indossare una maglia diversa dai loro compagni di squadra, dai loro avversari (compreso il portiere) e dal corpo arbitrale.
Il difensore è il giocatore che si trova fra il portiere e i centrocampisti, il cui obiettivo principale è quello di fermare gli attacchi della squadra avversaria. La posizione dei difensori davanti al portiere forma una linea, se solo un giocatore si trova dietro a questa linea, viene chiamato "libero" poiché non ha compiti di marcatura fissa ma di comandare la difesa e, a volte, anche di impostare il gioco. Giocatori situati sui lati del terreno sono chiamati "terzini" o "terzini fluidificanti" (che hanno doti più offensive) e grazie alla loro posizione (più vicini ai centrocampisti) possono avanzare sulle fasce. I centrali vengono chiamati "difensori centrali" o "stopper" (ciò dipende dal loro compito).
Il centrocampista è la persona che gioca a centrocampo in un campo di calcio. I suoi obiettivi principali sono: il recupero palla e creare gioco sfruttando il possesso palla. Secondo la posizione del centrocampista e le sue caratteristiche possiamo dividerli in difensivi ("mediano"), centrocampisti puri ("regista", "centrale", "centrocampista laterale"), e offensivi ("mezzala", "ala tornante", "trequartista").
Un attaccante è un giocatore di una squadra di calcio che eccelle in posizione di attacco, il più vicino alla porta della squadra avversaria, ed è a lui affidato il compito di segnare per la squadra. È molto importante, per chi copre questo ruolo, essere in continuo movimento, guardare il gioco della squadra e smarcarsi per rendere più facile per il portatore di palla il passaggio. La velocità è essenziale, un avanzamento veloce è inarrestabile, anche se la difesa è più forte. L'attaccante può differenziarsi in base alle sue caratteristiche e posizione in "prima punta", "seconda punta", "mezzapunta" e, nei primi moduli della storia del calcio, "ala" (successivamente all'introduzione del 4-4-2 l'ala divenne un centrocampista esterno.
Quello del capitano, identificato con una fascia posta sul braccio, non è un vero e proprio ruolo, ma è ugualmente coperto obbligatoriamente da un calciatore, ed è generalmente il giocatore più rappresentativo della squadra. Le funzioni ufficiali delle quali è investito sono quelle di partecipare al sorteggio iniziale per stabilire quale squadra batterà il calcio d'inizio e quale invece sceglierà la metà campo da occupare,[68] ed - eventualmente - di partecipare al sorteggio dopo i tempi supplementari per decidere chi sarà la prima squadra a battere i tiri di rigore. Inoltre, a termini di regolamento, è l'unico giocatore che può conferire con l'arbitro a gioco fermo.
Attività fisica: il calcio comprende una intensa attività fisica per la salute a tutti i livelli. Un giocatore di calcio professionistico, per esempio, durante una partita di 90 minuti, a seconda della sua posizione e delle dimensioni del campo, può perdere oltre 2 litri di liquidi, parte dei quali vengono recuperati durante il tempo di riposo. Durante la partita i giocatori hanno a disposizione l'intervallo per idratarsi. Il calcio, dato anche l'alto numero di praticanti, è uno degli sport con il maggior numero di infortuni, anche se la maggior parte di loro non sono gravi. Le lesioni più comuni si verificano agli arti inferiori, in particolare alle ginocchia e caviglie per i movimenti di rotazione a cui sono sottoposti. Oltre a contusioni e distorsioni, anche lesioni meniscali, dei legamenti crociati, e ai muscoli ischiocrurali della coscia sono lesioni comuni nel calcio. Le probabilità di infortuni aumentano quando il giocatore non ha un'adeguata preparazione fisica, in particolare in un atleta dilettante, e quando la partita si gioca su un terreno irregolare. Per i giocatori semi-professionisti o professionisti è fondamentale la presenza di un preparatore atletico per regolare il tipo di esercizio e la sua durata e regolarità. Il lavoro fatto in allenamento dovrebbe essere integrato con una dieta adeguata, che viene consigliata anche per un professionista in questo campo.
Per fondamentali si intendono tutti quei gesti che un calciatore può effettuare una volta in possesso del pallone.
- Ricezione: i giocatori di calcio dovrebbero essere in grado di controllare i palloni che ricevono. Il modo più semplice è di solito fermare la palla, in questo caso, la sfera deve essere situata nella posizione ideale per il movimento successivo. I giocatori più esperti possono utilizzare il primo tocco muovendosi rapidamente in avanti, o passandola al compagno di prima. Il metodo più classico è quello di stoppare il pallone, si tratta di una azione ampiamente utilizzata nel corso di un incontro al fine di ricevere la palla, controllarla e passarla per sviluppare azioni offensive. Stoppando il pallone si riesce a controllarlo pienamente tra i piedi, perdendo velocità, ciò però garantisce una gestione successiva più accurata. Si può anche ricorrere a una via di mezzo fra lo stop e il controllo di prima, rallentando quindi leggermente la palla. Il controllo della palla al livello del suolo può essere effettuato con l'interno del piede, o con la suola, con la punta in su e facendo scattare la palla tra la pianta e il suolo. Nelle palle alte, vengono utilizzati di più il petto o la testa per controllare il pallone, ma anche i piedi con un salto del giocatore.
- Il passaggio è l'azione che viene eseguita più spesso in una partita di calcio, principalmente si divide in due categorie: corto e lungo. Per mantenere il possesso della palla è essenziale essere in grado di passare il pallone corto tra giocatori vicini con precisione e tempismo. Il passaggio corto viene solitamente effettuato con l'interno del piede. I passaggi lunghi consentono una più ampia varietà di situazioni e di gioco più diretto, di solito questi passaggi vengo effettuati perlopiù dai centrocampisti, e di solito vengo effettuati col il collo del piede.
- Tiro: i giocatori devono avere molto equilibrio nel momento in cui devono calciare verso la porta avversaria. I tiri dovrebbero essere precisi e potenti, ma generalmente non si riesce ad ottenere precisione e potenza allo stesso tempo. La scelta fra la precisione o la potenza dipende dunque dalla situazione e dalle caratteristiche del giocatore. La scelta della posizione verso cui indirizzare il tiro dipende poi dalle situazioni di gioco e dalla posizione del tiratore. Quando il giocatore si trova di fronte solo il portiere, il tiro viene indirizzato verso uno dei pali (più lontani da raggiungere per il portiere). Idealmente, l'incrocio dei pali è l'angolo più difficile da raggiungere per un portiere, ma anche per il tiratore. Il tiro rasoterra, per esempio, è meno complicato, ma anche meno efficace. Solitamente quando un portiere si butta a terra troppo presto, viene tentato un pallonetto.
Tattica: ciascuna squadra in ambito professionistico è allenata da un allenatore con il suo staff composto da un vice-allenatore, medico, massaggiatori, preparatori atletici, osservatori ecc… Sul fronte tattico l'allenatore imposta il cosiddetto modulo di gioco in base a preferenze personali e/o caratteristiche fisico-tecniche dei giocatori disponibili, cercandone di massimizzare la resa tecnico-atletica. Nella storia del calcio giocato si sono avute impostazioni cosiddette a uomo (gioco a uomo), a zona (gioco a zona), calcio totale e tiki-taka più o meno impostate sul pressing, fuorigioco, possesso palla, fraseggio, disimpegno, verticalizzazioni, gioco aereo e contropiede.
Organi di governo: per quanto riguarda il governo del calcio occorre distinguere tra livello mondiale, continentale e nazionale. Il maggior organo di governo del calcio a livello internazionale è la FIFA, acronimo di Fédération Internationale de Football Association (in italiano Federazione Internazionale del Calcio), che ha sede a Zurigo, in Svizzera. Per quanto riguarda la redazione, innovazione e interpretazione delle regole calcistiche, opera l'IFAB, un organismo incardinato nella struttura della FIFA all'interno del quale hanno diritto di voto 8 membri, 4 designati dalla FIFA stessa e altrettanti dalle 4 federazioni calcistiche britanniche (la FA per l'Inghilterra, la SFA per la Scozia, la FAW per il Galles e la IFA per l'Irlanda del Nord). Tale funzione normativa del regolamento del calcio è svolta in via esclusiva e tassativa in campo professionistico e dilettantistico, in quanto sulle regole del gioco del calcio, che vengono fatte applicare attraverso l'arbitro e i suoi assistenti, non si è mai configurata un'effettiva funzione normativa sussidiaria delle federazioni continentali e nazionali.
Sei confederazioni continentali sono affiliate alla FIFA:
- Asian Football Confederation (AFC) per l'Asia (ad eccezione di Armenia, Azerbaigian, Georgia, Israele, Kazakistan e Turchia) e l'Australia.
- Confédération Africaine de Football (CAF) per l'Africa.
- Confederation of North, Central American and Caribbean Association Football (CONCACAF) per l'America settentrionale, centrale, i Caraibi, la Guyana, la Guyana francese e il Suriname.
- Confederación Sudamericana de Fútbol (CONMEBOL) per l'America meridionale eccetto Guyana, Guyana francese e Suriname.
- Oceania Football Confederation (OFC) per l'Oceania a eccezione dell'Australia.
- Union of European Football Associations (UEFA) per l'Europa, l'Armenia, l'Azerbaigian, la Georgia, Israele, il Kazakistan e la Turchia.
All'interno delle sei federazioni continentali operano le federazioni calcistiche nazionali. Esse sovrintendono le competizioni calcistiche nel rispettivo territorio nazionale. In totale sono 208 le federazioni nazionali affiliate sia alla FIFA che alla propria federazione continentale e altre 13 sono affiliate solo alla propria federazioni continentale.
Al di fuori dell'organizzazione mondiale della FIFA operano anche alcune federazioni rappresentanti regioni o stati non riconosciuti a livello internazionale, che sono affiliate alla Nouvelle Fédération-Board (NF-Board). La NF-Board comprende 37 membri di cui 15 hanno preso parte almeno una volta alla VIVA World Cup.
Competizioni: queste le competizioni organizzate dalle varie federazioni continentali:
- AFC: Coppa d'Asia, AFC Champions League, AFC Cup.
- CAF: Coppa d'Africa, CAF Champions League, Coppa della Confederazione CAF, Supercoppa CAF.
- CONCACAF: CONCACAF Gold Cup, CONCACAF Champions League.
- CONMEBOL: Coppa America, Coppa Libertadores, Coppa Sudamericana, Recopa Sudamericana.
- OFC: Coppa d'Oceania, OFC Champions League.
- UEFA: Campionato europeo, UEFA Champions League, UEFA Europa League, Supercoppa UEFA.
Competizioni tra nazioni:
Il Torneo Interbritannico (in inglese British Home Championship), giocato dal 1883 al 1984, fu la prima competizione che mise di fronte squadre nazionali: si giocava fra le Nazionali di Inghilterra, Galles, Scozia e Irlanda del Nord. Il progetto di una Coppa del Mondo figurò nei progetti della FIFA sin dalla sua fondazione nel 1904, e vide la sua nascita nel 1930 sotto la spinta data dal torneo olimpico di calcio. Le Olimpiadi erano fino a quel momento la maggiore manifestazione calcistica ma, con l'avvento del professionismo anche al di fuori delle isole britanniche negli anni venti e trenta, le squadre nazionali si presentarono ai Giochi Olimpici non più con la Nazionale maggiore, ma con compagini formate esclusivamente da giocatori non professionisti. Anche per questo le nazioni dell'est europeo, ufficialmente non professioniste, dominarono i tornei olimpici anche dopo la seconda guerra mondiale. Nel 1992 il Comitato Olimpico Internazionale decise di permettere ai professionisti di partecipare ai giochi, ma la FIFA pose il veto sulla partecipazione delle Nazionali maggiori. Si decise pertanto di schierare i giovani che, all'inizio della fase eliminatoria (solitamente un anno prima dei Giochi), avessero meno di 21 anni: nacque così la denominazione Under-23 data dal CIO. Fu permesso di aggiungere 3 giocatori che avessero più di 23 anni (chiamati "fuori quota"), lasciando la scelta a discrezione della nazione. La Coppa del Mondo FIFA, che si tiene ogni 4 anni, è l'evento più importante del calcio mondiale. Fu inaugurata nel 1930 da Jules Rimet, al tempo presidente della FIFA: nel formato attuale, la fase finale è giocata da 32 squadre nazionali (questo numero fu fissato nel 1998, dato che precedentemente le selezioni ammesse alla fase finale erano 24), qualificate per mezzo di fasi eliminatorie tenute da ogni singola confederazione nei 2 anni precedenti alla fase finale. Otto selezioni nazionali hanno vinto almeno una volta la Coppa del Mondo: il Brasile (5 vittorie), la Germania (4), l'Italia (4), l'Argentina (2), la Francia (2), l'Uruguay (2), l'Inghilterra e la Spagna (1). Le confederazioni a loro volta organizzano delle manifestazioni continentali: il Campionato europeo di calcio, la Coppa delle Nazioni Africane, la CONCACAF Gold Cup, la Coppa America, la Coppa delle Nazioni Oceaniane e la Coppa delle Nazioni Asiatiche. Nel 1992 fu creata la Confederations Cup, Inizialmente a inviti, poi a cadenza biennale dal 1997 e organizzata ogni 4 anni a partire dal 2005, mette di fronte, oltre ai vincitori delle 6 manifestazioni precedentemente elencate, il Paese ospitante e la detentrice della Coppa del Mondo. Le manifestazioni sopra indicate nacquero inizialmente come maschili, ma la stessa organizzazione è stata applicata per i giovani (Campionati giovanili Under-20 e Under-17) e per le donne, come il Campionato mondiale di calcio femminile e manifestazioni corrispettive.
La nazionale di calcio dell'Italia è la selezione maggiore maschile di calcio della Federazione Italiana Giuoco Calcio, il cui nome ufficiale è nazionale A, che rappresenta l'Italia nelle varie competizioni ufficiali o amichevoli riservate a squadre nazionali. È una delle nazionali di calcio più titolate del mondo: gli Azzurri annoverano nel loro palmarès quattro campionati mondiali (Italia 1934, Francia 1938, Spagna 1982 e Germania 2006, secondi al mondo dopo il Brasile, a pari merito con la Germania) oltre a un campionato europeo (Italia 1968). È inoltre una delle cinque nazionali maggiori (assieme a quelle di Belgio, Svezia, Uruguay e Regno Unito) a potersi fregiare del titolo di "olimpionica", essendosi aggiudicata il torneo a cinque cerchi del 1936 (uno dei sette riservati alle nazionali maggiori e disputati dal 1908 al 1948), mentre nella Confederations Cup, ultimo trofeo internazionale riconosciuto dalla FIFA, vanta come miglior risultato un terzo posto, ottenuto nel 2013. In bacheca infine, annovera anche due Coppe Internazionali, competizione continentale riconosciuta quale ufficiosa antesignana del campionato d'Europa. Al Mondiale si è classificata tra le prime quattro in otto edizioni (sei le finali) e cinque volte all'europeo (tre le finali). Dopo la Germania è la nazionale europea con il maggior numero di piazzamenti nei primi quattro posti nelle due competizioni. È inoltre l'unica selezione, insieme a quella brasiliana, ad essersi aggiudicata due titoli mondiali consecutivi, nel 1934 e 1938. Nella graduatoria FIFA, in vigore dall'agosto 1993, ha occupato il 1º posto più volte, nel novembre del 1993 e nel corso del 2007 (febbraio, aprile-giugno, settembre); il peggior piazzamento è stato invece il 21º posto dell'agosto 2018.
Clicca qui per guardare la cavalcata della nazionale ai Mondiali del 2006.


La Nazionale Italiana campione del Mondo nel 2006.

La Nazionale olimpica italiana di calcio, i cui giocatori sono soprannominati gli azzurrini, è dal 1952 la rappresentativa calcistica dell'Italia che rappresenta l'omonimo stato ai Giochi olimpici. È posta sotto l'egida della Federazione Italiana Giuoco Calcio. Durante la stagione sportiva che porta alle Olimpiadi, la Nazionale olimpica si prepara partecipando ad amichevoli o tornei internazionali. La prima formazione azzurra che prese parte al torneo di calcio delle Olimpiadi fu a Stoccolma nel 1912 (primo turno), poi partecipò ad Anversa nel 1920 (quarti di finale), 1924 a Parigi (quarti di finale) mentre fu Bronzo nel 1928 ad Amsterdam. L'Italia vinse il primo, e unico, oro olimpico a Berlino nel 1936, mentre nel 2004 ad Atene conquista la medaglia di Bronzo. Da un'analisi condotta nel 2010 dalla FIFA è stato stabilito che vengono riconosciuti come tornei per Nazionali maggiori i soli Giochi olimpici compresi tra il 1908 ed il 1948; non vengono riconosciuti come tali i Giochi olimpici a partire dall'edizione del 1952. La FIGC considera invece anche le gare giocate nel 1952 come disputate dalla Nazionale A. Clicca qui per vedere l'Oro olimpico degli azzurri nel 1936.


L'Italia conquista nel 1936 la medaglia d'oro alle Olimpiadi.

La nazionale italiana di calcio Under-21 è la rappresentativa calcistica Under-21 dell'Italia; essa è posta sotto l'egida della FIGC. Nella gerarchia delle nazionali giovanili italiane è posta prima della nazionale Under-20. È, a livello di Under-21, la nazionale di calcio europea più titolata, assieme alla Spagna, avendo vinto in 5 occasioni il campionato continentale di categoria. Nel torneo conta inoltre due medaglie d'argento e quattro di bronzo. I calciatori dell'Under-21 sono chiamati Azzurrini, diminutivo di Azzurri (appellativo riferito alla nazionale maggiore). La selezione, 3 volte vincitrice dei Giochi del Mediterraneo, partecipa dal 1978 alle qualificazioni per l'Europeo di categoria: costituisce il principale serbatoio giovanile per la Nazionale A. Clicca qui per guardare il servizio sul campionato europeo Under 21 del 1992.


Gli azzurrini dell'Under 21 campioni d'Europa nel 2004.

La Nazionale di calcio italiana Under-20, i cui giocatori sono soprannominati gli azzurrini, è la rappresentativa calcistica Under-20 nazionale dell'Italia ed è posta sotto l'egida della Federazione Italiana Gioco Calcio. Nella gerarchia delle nazionali giovanili italiane è posta prima della Nazionale Under-19. L'Under-20 è la nazionale che ogni due anni dovrebbe partecipare alla fase finale del Mondiale U-20, ma la sua presenza in questo torneo dipende dai risultati della Nazionale Under-19 nell'Europeo U-19 che si svolge un anno prima del Mondiale U-20 e qualifica le nazionali europee per questa competizione. Quando la Nazionale Under-20 non deve preparare un Mondiale viene impiegata come squadra sperimentale in funzione dell'Under-21, vengono quindi provati nuovi giocatori o fatti giocare giovani che non hanno trovato spazio nelle convocazioni dell'Under-21. Ogni stagione la Nazionale U-20 partecipa con le Under-20 di Germania, Svizzera e Polonia al Torneo Quattro Nazioni con incontri di andata e ritorno (6 partite in tutto) svolti durante la stagione fra le 4 nazionali. Partecipa inoltre, qualora venga stabilito il limite Under-20, a manifestazioni come i Giochi del Mediterraneo o il Torneo di Tolone. Al mondiale Under-20 del 2017 ha vinto la medaglia di bronzo. Ai Giochi del Mediterraneo di Pescara 2009 la squadra arrivò seconda, battuta in finale dalla Spagna per 2-1 allo Stadio Adriatico di Pescara. Clicca qui per guardare il Mondiale Under 20 del 2019.


La Nazionale Under 20, quarta al Mondiale del 2019.

La Nazionale di calcio dell'Italia Under-19 è la rappresentativa calcistica Under-19 nazionale dell'Italia ed è posta sotto l'egida della Federazione Italiana Giuoco Calcio. Nella gerarchia delle nazionali giovanili italiane è posta prima della Nazionale Under-18. La rappresentativa è sorta all'inizio della stagione 2001-2002: a partire dal 2002, infatti, il Campionato europeo di calcio Under-18 è stato sostituito dal Campionato europeo di calcio Under-19. Ogni stagione l'obiettivo di questa nazionale è di partecipare, attraverso il superamento di due fasi di qualificazione, al campionato europeo Under-19, manifestazione a cadenza annuale tenuta di solito a luglio, che negli anni pari qualifica le migliori nazionali europee al campionato mondiale Under-20 dell'anno successivo. L'Italia ha vinto il campionato europeo Under-19 nell'edizione del 2003. In quella circostanza la squadra, guidata dal commissario tecnico Paolo Berrettini, batté in finale il Portogallo per 2-0, vincendo il secondo titolo europeo di categoria della sua storia, dopo quello del 1958. Di quella squadra, tra gli altri, facevano parte Giorgio Chiellini, Alberto Aquilani, Raffaele Palladino e Giampaolo Pazzini. Nel 2011 ha vinto un'edizione del Valentin Granatkin Memorial e una Coppa Sendai nel 2004. Nel 2016 si è qualificata per la finale dell'europeo U-19 in Germania, dove è stata battuta per 4-0 dalla Francia. Nel 2018 ha raggiunto nuovamente la finale dell'europeo U-19 in Finlandia, dove è stata battuta per 4-3 dal Portogallo, che l’Italia aveva battuto qualche giorno prima per 3-2 nella fase a gironi. Clicca qui per guardare la finale dell'Europeo Under 19 del 2016.


Gli azzurri dell'Under 19 sconfitti in finale dalla Francia nell'Europeo del 2016.

La Nazionale di calcio italiana Under-18, i cui giocatori sono soprannominati gli azzurrini, è la rappresentativa calcistica Under-18 della nazionale italiana ed è posta sotto l'egida della Federazione Italiana Giuoco Calcio. Nella gerarchia delle nazionali giovanili italiane è posta prima della Nazionale Under-17. Nel 1956 e 1996 l'Italia ha conquistato il titolo europeo di categoria. Attualmente l'Under 18 disputa esclusivamente gare o tornei amichevoli.


La Nazionale Under 18 impegnata in una gara nel 2015.

La Nazionale di calcio italiana Under-17, i cui giocatori sono soprannominati gli Azzurrini, è la rappresentativa calcistica Under-17 nazionale dell'Italia ed è posta sotto l'egida della Federazione Italiana Giuoco Calcio. Nella gerarchia delle nazionali giovanili italiane è posta prima della Nazionale Under-16. Ha partecipato a molti campionati europei di categoria, vincendoli in una sola occasione, nel 1986-1987 (quando però erano ancora denominati "Europei Under-16"). Ha conquistato il secondo posto agli Europei nel 2013, 2018 e 2019, mentre il miglior piazzamento ai Mondiali è stato nel 1987 in Canada (quarto posto). Clicca qui per guardare il filmato di Brasile-Italia del Mondiale Under 17 2019.


Gli azzurrini dell'Under 17, 2° posto all'Europeo del 2019.

La Nazionale italiana Under-16 è, nella gerarchia delle Nazionali giovanili italiane, precedente alla Nazionale Under-17, e seguente la Nazionale Under-15. Questa selezione ha debuttato l'8 aprile 1981 vincendo per 5-0 contro i coetanei di Malta. L'anno successivo ha partecipato ai primi campionati europei di categoria sconfiggendo in semifinale la Finlandia ai rigori ed in finale la Germania Ovest per 1-0. Cinque anni dopo gli azzurri si sono aggiudicati di nuovo il torneo, ma il titolo fu poi ritirato dalla FIFA per irregolarità nella documentazione presentata per Roberto Secci. Il titolo del 1982 rimarrà quindi l'unico, seguiranno infatti, nelle successive 18 edizioni, solo tre secondi posti (1986, 1993 e 1998), un terzo posto (1992) e due eliminazioni ai quarti (1984 e 2001). Dal 2001 il campionato europeo under-16 è stato sostituito dal Campionato europeo di calcio Under-17, e da allora la selezione ha disputato solo amichevoli e tornei minori, come il Torneo Internazionale Europa Unita, vinto nel 2004, nel 2005 e nel 2007, il Torneo internazionale di Montaigu, il Torneo Bannikov ed il Torneo Under 16 di Val De Marne.


La Nazionale Under 16 impegnata nel Torneo di Sviluppo UEFA nel 2018.

La Nazionale italiana Under-15 è, nella gerarchia delle Nazionali giovanili italiane, precedente alla Nazionale Under-16. La selezione disputa solo amichevoli e tornei di sviluppo UEFA.


Gli azzurrini dell'Under 15 nel 2015.

La Federazione Internazionale Sport Universitari (FISU) è un'organizzazione sportiva internazionale fondata nel 1949 il cui fine principale è quello di promuovere lo sport universitario e di supervisionare l'organizzazione delle Universiadi sia estive che invernali, e di tutti i Campionati Mondiali Universitari. Le origini della FISU risalgono al 1923 quando Jean Petitjean organizzò sotto l'egida della Confederazione Internazionale degli Studenti (Confédération Internationale des Étudiants, CIE) a Parigi i primi Giochi Studenteschi Mondiali. Nel 1924 La CIE organizzò il suo primo congresso a Varsavia in concomitanza con i primi giochi mondiali studenteschi, che vennero tenuti fino alla fine degli anni 1930.
Le federazioni continentali che aderisono alla FISU sono le seguenti:
- Fédération Africaine du Sport Universitaire (FASU) - Africa
- Organización Deportiva Universitaria Panamericana (ODUPA) - America
- Asian University Sports Federation (AUSF) - Asia
- Oceania University Sport Association (OUSA) - Oceania
- European University Sports Federation (EUSA) - Europa
La Nazionale italiana di calcio Universitaria, i cui giocatori sono soprannominati gli azzurri, è la rappresentativa calcistica universitaria dell'Italia ed è posta sotto l'egida della Federazione Italiana Giuoco Calcio. La rappresentativa italiana è formata da calciatori che hanno al massimo 28 anni e sono iscritti (o laureandi) all'università durante l'anno accademico corrente. L'attività si sviluppa in cicli biennali nei quali la Federazione Italiana Giuoco Calcio seleziona i migliori calciatori italiani attraverso delle selezioni che solitamente si tengono presso il Centro federale di Coverciano, sede degli allenamenti della Nazionale maggiore. A Coverciano vengono convocati dalla FIGC solo i migliori calciatori che, oltre a giocare tra il secondo e il terzo livello dei vari campionati nazionali, devono essere almeno iscritti in una delle varie Università. Ogni due anni, si tengono i campionati del mondo delle nazionali universitarie, chiamati anche Universiadi. La nazione che ha ospitato più spesso i campionati del mondo universitari (o l'Universiade) è l'Italia (nove edizioni). La Nazionale Universitaria è una selezione fra giocatori di Serie B e Lega Pro, dove di solito i calciatori che si contraddistinguono vengono sottoposti all'attenzione della Nazionale Under 21 e successivamente della Nazionale Maggiore. La Nazionale universitaria italiana di calcio ha vinto fino ad oggi due competizioni mondiali: durante le Universiadi svolte in Sicilia nel 1997 e in Corea del Sud nel 2015.
Clicca qui per guardare il trionfo della Nazionale Universitaria alle Universiadi 2015.


La Nazionale Universitaria, medaglia d'Oro alle Universiadi del 2015 in Corea,

La Nazionale militare di calcio dell'Italia è stata la rappresentativa calcistica militare dell'Italia, ed era posta sotto l'egida della Federazione Italiana Giuoco Calcio. La Nazionale era una selezione dei calciatori di nazionalità italiana che stavano svolgendo il servizio militare di leva. Questa nazionale cessò di esistere quando fu abolito il servizio militare obbligatorio. L'Italia ha conquistato ben 8 titoli mondiali (1950, 1951, 1956, 1959, 1973, 1987, 1989 e 1991) ed un bronzo ai Giochi Mondiali Militari del 2003.


La Rappresentativa Militare campione del Mondo nel 1989.

Dagli anni 1960 agli anni 1990 è stata sporadicamente attiva una nazionale di Lega, con una propria maglia e stemma, che attingeva dall'intero bacino della Serie A indistintamente tra giocatori italiani e stranieri.


-La Rappresentativa della Lega Nazionale di Serie A del 1988.

La B Italia è la rappresentativa calcistica Under-21 dei giocatori italiani in squadre di Serie B ed è posta sotto l'egida della Lega Nazionale Professionisti B.[1][2] Precedentemente nota come Rappresentativa della Lega Nazionale Professionisti B, ha adottato la nuova denominazione nel 2011. La rappresentativa della Serie B fece il suo esordio il 6 dicembre 1962, allo Stadio della Vittoria di Bari, contro la rappresentativa francese di Seconda Divisione. La gara terminò sul risultato di 0-0. Il selezionatore della rappresentativa italiana era Annibale Frossi. La squadra, all'epoca, però non seguiva limite di età per la convocazione dei calciatori, tanto che nella prima gara furono schierati giocatori di una certa esperienza come Guglielmo Burelli o Idilio Cei. La rappresentativa affrontò sempre, e solo, la selezione francese in altre quattro occasioni tra il 1963 e il 1965, ottenendo due vittorie e due pareggi. In questo periodo la selezione non indossava il tradizionale azzurro ma una divisa di colore rosso con risvolti verdi. La prima vittoria venne ottenuta il 30 marzo 1963, a Nantes, nella seconda uscita della rappresentativa, sempre contro la selezione francese per 1-0. Nel 1971, sempre con Valcareggi in panchina, passò nuovamente agli under 23 (incontro perso contro la Bulgaria B per 0-3), mentre, sporadicamente, vi furono delle selezioni anche Under 25, tra il 1972 e il 1974. Il limite dei 23 anni venne mantenuto fino al 1981, quando fu nuovamente selezionata una rappresentativa under 21. Vi fu un ultimo incontro, nel 1982, come under 23 (vittoria contro la Grecia Under 21 per 1-0 a Calcide. Si tornò nel 1983, per soli due incontri, nuovamente a una selezione senza limiti d'età. Il primo dei due match venne disputato il 5 febbraio a Nairobi, contro i Leopards, squadra campione in carica del Kenya per la prima trasferta extraeuropea della selezione. L'altro venne giocato il 4 maggio a Campobasso contro lo Zagreb. Dal 1985 Sergio Brighenti sostituì Valcareggi alla guida della rappresentativa. L'esordio avvenne il 9 febbraio a Bologna, in un match contro la Cecoslovacchia A, terminato 0-0. Dalla seconda metà degli anni ottanta gli incontri della rappresentativa divennero più frequenti, con una media di 2-3 gare stagione. Nel 1989 vi fu la prima tournée in Nord America, con le vittorie contro il Canada A per 3-1 a Toronto, e per 6-1 contro i Boston Bolts. Brighenti rimase il selezionatore fino al 1991. La selezione passò poi a Marco Tardelli e, in seguito, a Renato Zaccarelli. Nel 2001 la selezione venne affidata a Gianpiero Marini, ex allenatore dell'Inter. Dopo alcune stagioni senza incontri ufficiali e a seguito della nascita della Lega Nazionale Professionisti B, resasi autonoma da quella di A, la rappresentativa è stata rilanciata col nome di B Italia. L'idea nasce per continuare il progetto già avviato dal 2006 al 2007 di una rappresentativa di Serie B e realizzabile dopo la separazione tra A e B; progetto fortemente voluto dal presidente della Lega di B Andrea Abodi con l'intento di valorizzare i giovani militanti nella serie cadetta e di dare visibilità internazionale a tali ragazzi, organizzando competizioni con squadre dello stesso livello. La B Italia esordisce il 30 marzo 2011 imponendosi per 2-0 sulla selezione del campionato serbo di secondo livello.


La B Italia Under 17 che ha conquistato la Lazio Cup nel 2018

Era il 22 maggio 1960. Iniziò allora la storia della Rappresentativa di Lega Pro, nell’anno dell’Olimpiade di Roma. La “Nazionale” dell’ex Serie C sconfisse la Tunisia 4-0, nel campo di Reggio Calabria. Questa selezione ha disputato nel corso degli anni numerose amichevoli e tornei internazionali, in varie categorie (dall'Under 20 fino ad arrivare all'Under 15) .Clicca qui per guardare il servizio sulle rappresentative di Lega Pro.


La Nazionale della Lega Pro Under 19 che ha conquistato il Torneo di Dubai nel 2012.

L’organizzazione dei campionati di categoria, le norme sull’impiego dei giocatori in relazione all’età e gli incentivi per le società che puntano sugli under sono alcune delle misure intraprese dalla Lega Nazionale Dilettanti per promuovere la linea verde. Le Rappresentative Nazionali sono l’evoluzione naturale di questo pensiero. Oggi la LND conta ben cinque selezioni divise per fasce d’età: alle preesistenti Rappresentativa Serie D (Under 19), Under 18 e Under 17 si sono aggiunte - a partire dalla stagione 2017/2018 - l’Under 15 e l’Under 16 per un monitoraggio ancora più ampio e profondo dei numerosi talenti che giocano tra i dilettanti. Nell’ambito del “Progetto Giovani”, che sfrutta il capillare lavoro di scouting su tutto il territorio nazionale, le Rappresentative LND offrono ogni anno un’importante vetrina per centinaia di ragazzi attraverso stage, amichevoli e i più prestigiosi tornei giovanili d’Italia. Clicca qui per vedere il servizio sulla Rappresentativa di Serie D impegnata al Torneo di Viareggio nel 2013.


La Rappresentativa della Lega Nazionale Dilettanti Under 18 del 2019.

La Coppa delle Regioni UEFA (ing. UEFA Regions' Cup) è una competizione calcistica europea, organizzata dall'UEFA e riservata a selezioni regionali amatoriali. La Coppa delle Regioni, creata nel 1996, è stata organizzata per la prima volta nel biennio 1998-99 e, da allora, si disputa ogni due anni. La prima squadra vincitrice fu la selezione del Veneto, 1ª classificata anche nell'edizione 2013. Ogni nazione membro dell'UEFA ha diritto di iscrivere una formazione amatoriale alla competizione: le formazioni, eccezion fatta per gli Stati più piccoli, sono così costrette a disputare turni preliminari nazionali per assicurarsi la qualificazione. Clicca qui per vedere il servizio sulla UEFA Region's Cup 2013.


Il Veneto campione della UEFA Region's Cup nel 2013.

Per calcio indipendente dalla FIFA (in inglese Non-FIFA football) si intende l'insieme di partite e di tornei di calcio disputati al di fuori del controllo della FIFA, tra nazionali non membre della federazione, nazionali affiliate esclusivamente alle varie confederazioni della stessa, entità sub-nazionali, isole, colonie o regioni autonome, aventi di conseguenza riconoscimento internazionale scarso o nullo ed incerte possibilità di ottenerlo in futuro. Alcune di queste nazionali hanno costituito delle associazioni quali il New Federations Board e il Confederation of Independent Football Associations, che agiscono come sodalizi temporanei deputati all'organizzazione di tornei tra i loro membri, nell'ambito di un progetto di cooperazione con la FIFA finalizzato all'affiliazione delle singole federazioni statali al massimo organo calcistico mondiale.
Esistono sei categorie di selezioni "nazionali" non appartenenti alla FIFA:
- Stati: sono otto gli Stati Sovrani non affiliati alla FIFA. Tuvalu, Micronesia e Palau risultano affiliate esclusivamente all'OFC, potendo quindi disputare le sole competizioni continentali e non le qualificazioni ai Mondiali FIFA. Città del Vaticano, Principato di Monaco, Isole Marshall, Nauru e Kiribati non risultano neppure membri delle confederazioni. Particolare il caso del Regno Unito, rappresentato da Galles, Inghilterra, Irlanda del Nord e Scozia.
- Regioni in cerca di autonomia e Stati non riconosciuti: comprende quelle regioni di Stati più grandi che nella loro storia sono state autonome e quelle entità in fase di decolonizzazione. Anche qualche membro riconosciuto dalla UEFA fa parte di questa categoria, come le Isole Fær Øer, mentre qualcuno risulta attualmente solamente affiliato alle varie confederazioni, è il caso di Guadalupa, Guyana Francese, Martinica, Saint-Martin, Sint Maarten, Isole Marianne Settentrionali, Riunione e Niue, che non possono quindi partecipare alle qualificazioni ai Mondiali FIFA. Altri esempi di regioni in cerca di autonomia sono Repubblica Turca di Cipro Nord, Groenlandia, Tibet.
- Federazioni regionali: sono le selezioni che rappresentano le federazioni regionali in Nazioni riconosciute dalla FIFA. Queste federazioni gestiscono le attività calcistiche nelle rispettive regioni e sono parte di una più ampia rete che contribuisce nell'insieme alla federazione nazionale. Un buon esempio è la Jersey Football Association, che gestisce le attività nell'isola di Jersey, ma che fa anche parte della Football Association o le selezioni delle regioni autonome spagnole che, attualmente, giocano solo una gara ogni anno, tradizionalmente a Natale. La federazione, i club e le persone di questi territori possono far parte della più ampia rete nazionale ma anche partecipare alle competizioni non organizzate e riconosciute dalla FIFA.
- Etnie senza Stato: costituito dalle rappresentative formate dai gruppi etnici che ancora devono guadagnare un controllo significativo nello Stato natale o derivati da una diaspora. Ad esempio, il popolo Sami della Lapponia vive in un'area a nord della Scandinavia, ma ricade sotto il controllo di quattro Stati. Nonostante questo, hanno organizzato una associazione calcistica ed una selezione rappresentativa. Come questi, il popolo Rom si è disperso in tutta l'Europa per secoli, con poca speranza di ottenere una terra natale, ma hanno una neonata federazione calcistica che li rappresenta nelle competizioni internazionali, e i Masai, sparsi tra Kenya e Tanzania, fanno il tifo per la loro nazionale. Le selezioni che ricadono in questa categoria hanno la speranza di essere riconosciute dalla FIFA, seguendo quanto successo alla Nazionale di calcio della Palestina, inserita nella FIFA e nella AFC nel 1998, ovvero quando ancora disputava le partite "casalinghe" fuori da Israele.
- Micronazioni: formato dalle cosiddette micronazioni, ovvero quelle entità che rappresentano nazioni indipendenti ma che non sono riconosciute dai governi mondiali o dalle maggiori organizzazioni internazionali. Nazioni solitamente esistenti solo "su carta", frutto dell'operato di una singola persona o di un gruppo familiare; un esempio è il Principato di Sealand.
- Minoranze: composto da minoranze etniche presenti in diversi Stati. Ad esempio gli armeni in Argentina, gli albanesi in Macedonia e gli italiani in Svizzera.
Organizzazioni
- CONIFA Confederation of Independent Football Associations: una federazione calcistica creata nel 2013, organizza la Coppa del mondo CONIFA, che sostituisce la VIVA World Cup, organizzata dalla defunta NF-Board.
- NF-Board New Federations Board: era una federazione calcistica creata nel 2003. È costituita da squadre che rappresentano nazioni non riconosciute come Stati sovrani e quindi non eleggibili come membri della FIFA, l'organo di governo del calcio mondiale. La NF-Board organizzava la VIVA World Cup, sostituita dalla Coppa del mondo CONIFA, organizzata dalla CONIFA.
- UNPO Unrepresented Nations And Peoples Organization: un'organizzazione non governativa nata nel 1991. Ha organizzato la Coppa UNPO nel 2005.
- IGA Island Games Association: creata nel 1985, è un'organizzazione con il solo scopo di organizzare gli Island Games, una competizione atletica amichevole biennale che include il calcio, tra selezioni che rappresentano diverse isole e piccoli territori.
- CSANF Consejo Sudamericano de Nuevas Federaciones: creata nel 2007 e affiliata alla NF-Board, rappresenta le squadre "non-FIFA" del Sud America.
- CENF Confederation of European New Federations: creata nel 2007 e affiliata alla NF-Board, rappresenta le squadre "non-FIFA" dell'Europa.
- NAACNF North America and Arctic Confederation of New Federations: creata nel 2008 e affiliata alla NF-Board, rappresenta le squadre "non-FIFA" del Nord e Centro America, Caraibi e la regione artica.
- FIFI Federation of International Football Independents: creata nel 2006, raggruppa nazioni non riconosciute a livello globale. Organizza la FIFI Wild Cup.
- MFF Micronational Football Federation: creata nel 2007, aiuta tutte le micronazioni a creare selezioni nazionali per partecipare alle competizioni internazionali. La prima edizione della Micronational World Cup si svolgerà nel 2015.
La prima VIVA World Cup, organizzata dalla NF-Board, fu ospitata dall'Occitania nel novembre 2006. Sei "nazioni non riconosciute" inizialmente accettarono l'invito, ma solo tre alla fine presero parte al torneo, la selezione ospite, Camerun meridionale, Monaco e Lapponia, che vinse il torneo. La seconda edizione fu disputata in Lapponia nel 2008 e vide la partecipazione di quattro "nazioni", concludendosi con la vittoria della Padania conseguita nella finale disputata con l'Aramea. La Confederation of Independent Football Associations (CONIFA) è una federazione internazionale di calcio fondata nel 2013 alla quale sono affiliate squadre che rappresentano le nazioni, le dipendenze, gli Stati senza un riconoscimento internazionale, le minoranze etniche, i popoli senza Stato, le regioni e le micronazioni non affiliate alla FIFA; organizza la Coppa del mondo CONIFA, la cui prima edizione si è svolta nel 2014 a Östersund, Svezia. Mentre la prima edizione della Coppa europea di calcio CONIFA si è tenuta nel giugno 2015 e si svolse nella Terra dei Siculi, Romania. La Padania ha conquistato due titoli europei (2015 e 2017) ed un terzo posto mondiale (2018).
Clicca qui per guardare i gol della Padania al Mondiale CONIFA 2018.


La Padania campione d'Europa della CONIFA nel 2015

L'Europeada è una competizione calcistica europea, organizzata dalla FUEN e riservata a selezioni delle minoranze linguistiche europee. Creata nel 2008, fu organizzata per la prima volta nello stesso anno nel Distretto di Surselva in Svizzera e la prima squadra vincitrice fu la selezione dei germanofoni del Südtirol (che poi vinse anche nel 2012 e 2016). Clicca qui per vedere il trionfo nel 2012 del Sudtirol.


Il Sudtirol che ha conquistato l'Europeada 2016.

Molteplici sono le varie Nazionale e Rappresentative italiane impegnate soprattutto in ambito sociale che organizzano partite ed eventi a scopo benefici (Artisti Tv, Cantanti, Attori, VIP, Pianisti, Sosia, Disc Jockey, Giornalisti, Imprenditori, Farmacisti, Psicologi, Prestigiatori, Cabarettisti, Piloti, Modelle etc..), mentre per altre selezioni Vi sono veri e propri campionati europei e mondiali (Avvocati, Magistrati, Sindaci, Parlamentari, Diplomatici, Medici, Geometri, Ristoratori, Scrittori, Sacerdoti, Preti, etc..). Clicca qui per vedere il trionfo europeo nel 2012 della Nazionale Sindaci.


La Nazionale Sindaci che ha vinto l'Alpen Cup nel 2017.

La Nazionale degli ‘Azzurri Legends’ è formata da diversi campioni che hanno scritto la storia dei successi della Nazionale, di nuovo in campo per rappresentare il calcio italiano nel mondo e raccogliere fondi per progetti di solidarietà. L'esordio degli azzurri è avvenuto contro la Germania nell'ottobre 2019 (pareggio per 3-3). Clicca qui per vedere i gol fra le leggende di Germania e Italia.


L'Italia Legends che ha pareggiato in Germania con le leggende tedesche nel 2019.

Le maggiori competizioni internazionali tra club si tenevano in origine generalmente tra le feste pasquali e la fine della stagione. Una delle prime manifestazioni fu il Challenge international du Nord, che mise di fronte ogni anno club francesi, belgi, svizzeri, inglesi e olandesi e che si tenne dal 1898 al 1914. Tornei di questo tipo si moltiplicarono con il passare degli anni cui parteciparono anche squadre rinomate: è il caso della Coppa delle Nazioni giocata nel 1930 a Ginevra (Svizzera) e il Torneo Internazionale dell'Expo Universale di Parigi 1937, che raccolse i principali club del Vecchio Continente. I club dell'Europa centrale si affrontarono ogni anno, a partire dal 1927 nella Coppa Mitropa (tenutasi fino al 1992) mentre nella Coppa Latina (giocata dal 1949 al 1957) si sfidarono i campioni di Spagna, Italia, Portogallo e Francia. L'evoluzione del trasporto aereo e l'installazione dei dispositivi di illuminazione per le partite in notturna, giocate durante la settimana, resero possibile la creazione di quelle che sono le attuali competizioni continentali. La "Coppa dei Campioni d'Europa" (dal 1992-1993 denominata UEFA Champions League, nota semplicemente come Champions League) nacque a Parigi per iniziativa del quotidiano sportivo L'Équipe: la prima edizione si tenne nel 1955-1956. Inizialmente limitata ai soli campioni nazionali, negli anni novanta la manifestazione fu aperta anche ai vice-campioni di ogni nazione e successivamente fu permessa la partecipazione anche ai terzi e quarti classificati secondo il coefficiente UEFA, che tiene conto dei risultati ottenuti dai club nelle 5 stagioni precedenti allo scopo di stabilire quali nazioni abbiano diritto di portare più squadre alla manifestazione. Oltre alla Champions League, altre coppe sono la Coppa delle Coppe dedicata ai vincitori delle coppe nazionali (soppressa nel 1999), la UEFA Europa League (ex Coppa UEFA), la Coppa Intertoto (nata nel 1995, ultima edizione nel 2008) e la Supercoppa UEFA: tutte queste manifestazioni sono organizzate dalla UEFA. Basandosi sul modello europeo, le altre confederazioni crearono competizioni simili: in Sudamerica la CONMEBOL organizzò la Copa Campeones de América (dal 1965 denominata Coppa Libertadores, in spagnolo Copa Libertadores de América) dal 1960 per i vincitori del campionato nazionale, la Coppa CONMEBOL dal 1992 al 1999 (equivalente della Coppa UEFA), la Coppa Mercosur e la Coppa Merconorte dal 1998 al 2001, confluite dal 2002 nella Copa Sudamericana (equivalente della UEFA Europa League) e dal 2003 la Recopa Sudamericana (equivalente della Supercoppa UEFA). In Nordamerica la CONCACAF organizzò dal 1962 la CONCACAF Champions' Cup (dal 2008 CONCACAF Champions League) per i campioni nazionali e la CONCACAF Cup Winners Cup dal 1991 al 1998. In Africa la CAF organizzò la CAF Champions League dal 1964 per i campioni nazionali, la Coppa delle Coppe d'Africa dal 1975 al 2003 per i vincitori della coppa nazionale e la Coppa CAF dal 1992 al 2003 (equivalente della Coppa UEFA), confluite del 2004 nella Coppa della Confederazione CAF, e dal 1992 la Supercoppa CAF. In Asia la AFC organizzò dal 1967 l'AFC Club Championship (dal 2004 AFC Champions League) per i campioni nazionali e la Coppa dell'AFC dal 2004. Infine, in tempi più recenti, in Oceania l'OFC organizzò l'OFC Club Championship (dal 2007 OFC Champions League) a partire dal 1987. I vincitori della Coppa dei Campioni europea e della Coppa Libertadores si sfidarono dal 1960 al 2004 nella Coppa Intercontinentale. L'evento fu aperto anche alle altre confederazioni nel 2005 con la creazione, non senza difficoltà, della Coppa del Mondo per club da parte della FIFA. Una prima edizione pilota si tenne nel 2000, ma la competizione diventò annuale ufficialmente a partire dal 2005. Sulla falsariga della Coppa Intercontinentale anche la CONMEBOL e la CONCACAF organizzarono, anche se in maniera discontinua, dal 1968 al 1998 la Coppa Interamericana, nella quale si affrontavano i vincitori della Coppa Libertadores e della CONCACAF Champions' Cup e la CAF e la AFC la Coppa dei Campioni afro-asiatica (o Coppa Intercontinentale Africa-Asia) dal 1986 al 1998.
I trionfi delle squadre italiane nelle competizioni ufficiali UEFA e FIFA:
Coppa dei Campioni (Champions League): Milan (7), Inter (3), Juventus (2).
Coppa delle Coppe: Milan (2), Parma (1), Fiorentina (1), Sampdoria (1), Juventus (1), Lazio (1).
Coppa UEFA (Europa League): Juventus (3), Inter (3), Parma (2), Napoli (1).
Coppa Intertoto: Bologna (1), Juventus (1), Udinese (1), Perugia (1).
Supercoppa Europea: Milan (5), Juventus (2), Parma (1), Lazio (1).
Coppa Internacontinentale: Milan (3), Inter (2), Juventus (2).
Mondiale per Clubs: Milan (1), Inter (1).
Oltre ai tornei ufficiali, in periodo pre-campionato ogni stagione vengono disputati numerosi tornei amichevoli internazionali di prestigio, come l'International Champions Cup e tanti altri.
Clicca qui per vedere le immagini della finale di Champions League del 2003 fra Milan e Juventus.


Il Milan che ha conquistato la Champions League nel 2007.

Sono due i tornei internazionali ufficiali giovanili organizzati da FIFA e UEFA:
La Blue Stars/FIFA Youth Cup (letteralmente Coppa della gioventù) è una competizione calcistica internazionale per squadre giovanili (Under 19). Il torneo si svolge ogni anno a Zurigo in primavera. La squadra più titolata è il Manchester United con 18 titoli. Sei le squadre italiane ad aver vinto il torneo: Milan (2), Roma (2), Genoa (1), Atalanta (1), Inter (1) e Cremonese (1).
L'UEFA Youth League (letteralmente Lega UEFA della Gioventù) è un torneo calcistico giovanile europeo per squadre di club maschili Under-19 che si tiene a partire dalla stagione 2013-2014. Si svolge da settembre ad aprile. Il lancio della competizione segue una richiesta fatta nel 2010 dai club e arriva in seguito alla collaborazione tra la European Club Association (ECA) e altri portatori di interessi. La UEFA in precedenza aveva organizzato una partita Under-18 tra le squadre primavera delle due finaliste della Champions League 2009-2010 nel maggio 2010, ovvero Inter e Bayern Monaco. La sfida vide la squadra nerazzurra imporsi per 2-0 grazie ad una doppietta di Alibec. L'edizione del 2010, nota come Champions Under-18 Challenge, si può dunque considerare antesignana della UEFA Youth League. La competizione è pensata come una versione giovanile della ben più nota UEFA Champions League: l'accesso alla fase a gironi è, infatti, riservato alle formazioni Under-19 delle squadre che si sono qualificate alla fase a gironi della competizione maggiore. L'obiettivo della competizione è far acquisire maturità ed esperienza internazionale ai giovani calciatori al fine di un miglior inserimento, in futuro, nelle squadre maggiori. Già nel 2010 alcuni club europei avevano creato la NextGen Series, con struttura e obiettivi molto simili. Tale competizione non è, però, mai stata riconosciuta dalla UEFA e si distingueva, inoltre, dall'essere accessibile su invito, senza alcun meccanismo di qualificazione. Nessuna squadra italiana ad oggi è riuscita a conquistare questo torneo (miglior piazzamento la semifinale raggiunta dalla Roma nella stagione 2014-15). Dall'Under 20 fino alla categoria Pulcini poi ci sono una serie infinita di Tornei Internazionali; due fra i più importanti al mondo sono il Torneo di Viareggio (Coppa Carnervale) nella categoria Under 19, e la Danone Nations Cup in quella Under 12.
Clicca qui per guardare il filmato della finale della UEFA Youth League 2019.


La Juventus Primavera che ha trionfato nella Coppa Carnevale di Viareggio nel 2016.

L'attività dei Veterani viene svolta dai principali clubs italiani: Milan Glorie, Juventus Legends, Inter Forever, Roma Legends, Bologna Legends. Partite amichevoli benefiche e tornei internazionali contro le formazioni più gloriose d'Europa e del Mondo. Vi sono poi molti tornei per veterani a livello amatoriale (over 35, Over 40, Over 50..). Clicca qui per guardare le immagini dell'Unesco Cup 2015.


Le leggende dell'Inter Forever impegnati in una gara in Inghilterra.

Le donne hanno giocato a calcio fin dalla prima partita di calcio femminile tenutasi a North London nel 1895. Inizialmente, in particolare nel Regno Unito, era associato a partite di beneficenza e all'esercizio fisico. Questa percezione cambiò decisamente negli anni settanta, quando il calcio femminile fu ufficialmente riconosciuto come sport alla pari di quello maschile. Il calcio femminile è in diversi paesi lo sport di squadra femminile principale e uno dei pochi con serie professionistiche. La crescita del calcio femminile professionistico ha visto il lancio di competizioni, sia nazionali che internazionali, speculari al calcio maschile. Il periodo d'oro del calcio femminile è collocabile all'inizio degli anni venti del XX secolo, quando il numero di spettatori in alcune partite raggiunse le 50.000 unità. Tutto ciò fu fermato il 5 dicembre del 1921 quando la Federazione calcistica dell'Inghilterra bandì il gioco del calcio femminile dai campi utilizzati dai propri club. Il bando fu rimosso nel dicembre del 1969 e la UEFA votò per il riconoscimento ufficiale del calcio femminile nel 1971. La FIFA Women's World Cup (il campionato mondiale di calcio femminile) fu inaugurato nel 1991 e da allora viene tenuto ogni quattro anni.
La nazionale di calcio femminile dell'Italia è la selezione maggiore femminile di calcio della Federazione Italiana Giuoco Calcio, che rappresenta l'Italia nelle varie competizioni ufficiali o amichevoli riservate a squadre nazionali. Come membro dell'UEFA partecipa a vari tornei di calcio internazionali, come al Campionato mondiale FIFA, Campionato europeo UEFA, ai Giochi olimpici estivi e ai tornei ad invito come l'Algarve Cup o la Cyprus Cup. La nazionale femminile giocò la sua prima partita il 23 febbraio del 1968 a Viareggio, contro la Cecoslovacchia, ma non faceva ancora parte della Federazione Italiana Calcio Femminile, che nacque solo l'11 marzo a Viareggio. Fin dagli inizi disputò i vari tornei continentali ed internazionali che in quegli anni nacquero in Europa e nel mondo, ottenendo anche discreti successi. Con la nascita dei campionati europei (1984), organizzati dalla UEFA (miglior risultato dell'Italia il secondo posto nel 1993 e nel 1997), ed in seguito dei campionati mondiali (nel 1991 e 2019 il miglior risultato ottenuto con l'eliminazione ai quarti di finale), organizzati dalla FIFA, le massime competizioni internazionali femminili divennero equivalenti di quelle maschili. La nazionale femminile invece non si è mai qualificata per i Giochi Olimpici.
Clicca qui per rivedere il cammino delle azzurre al mondiale francese nel 2019.


La Nazionale Femminile che ha partecipato al Campionato del Mondo in Francia nel 2019.

La Nazionale Universitaria Femminile è nata nel 2019 in vista delle Universiadi di Napoli (dove ha ottenuto un 7° posto finale), ed è composta principalmente da calciatrici della Nazionale Under 23 Femminile. Possono essere convocate in Nazionale le ragazze iscritte all’anno accademico universitario in corso o che si sono laureate nel 2018.


Le azzurre dell'Universitaria, 7° classificate alle Universiadi del 2019.

E’ insieme all’Under 16 l’ultima nata tra le nazionali femminili, una selezione che si pone l’obiettivo di far maturare le ragazze nel passaggio dall’attività giovanile a quella senior; partecipa a gare amichevoli e tornei internazionali, come quelli di La Manga e Algarve.


Le azzurre dell'Under 23 impegnate nel Torneo di La Manga del 2019.

La Nazionale di calcio femminile dell'Italia è la rappresentativa calcistica femminile dell'Italia formata da giocatrici al di sotto dei 19 anni, ed è posta sotto l'egida della Federazione Italiana Giuoco Calcio. L'Italia si è laureata Campione d’Europa nel 2008. Un'impresa storica quella della squadra guidata da Corrado Corradini, in una manifestazione alla quale hanno partecipato le migliori nazionali femminili Under 19. Come membro della Union of European Football Associations (UEFA) partecipa anche al campionato mondiale FIFA Under-20; i risultati ottenuti nel campionato europeo Under-19 sono utilizzati per accedere al mondiale con una squadra Under-20. Nella sua storia sportiva l'Italia è riuscita a qualificare una sua formazione ad un campionato mondiale all'edizione di Thailandia 2004, l'unico torneo mondiale del periodo riservato alle formazioni Under-19, e a quella di Giappone 2012, venendo in entrambe le occasioni eliminata alla fase a gironi. Clicca qui per guardare la preparazione della nazionale all'europeo del 2017.


Le azzurrine dell'Under 19 impegnate nel 2015.

La Nazionale Under-17 di calcio femminile dell'Italia è la rappresentativa calcistica femminile dell'Italia formata da giocatrici al di sotto dei 17 anni, ed è posta sotto l'egida della Federazione Italiana Giuoco Calcio; partecipa ogni anno alle qualificazioni per il Campionato Europeo (miglior piazzamento, il terzo posto nel 2014) . Ha conquistato un posto nella storia grazie al terzo posto nel Campionato del Mondo FIFA 2014 in Costa Rica. Clicca qui per vedere l'impresa delle azzurrine al Mondiale 2014.


-La Nazionale Under 17 femminile del 2019.

La Nazionale Under 16 è la più giovane delle squadre nazionali femminili, ultima nata insieme con l’Under 23 nell’ambito del programma di sviluppo del calcio in rosa portato avanti dalla FIGC; partecipa a gare amichevoli e tornei internazionali (torneo di Sviluppo UEFA e torneo delle nazioni di Gradisca d'Isonzo).


Le azzurrine dell'Under 16 impegnate in una gara nel 2016.

La UEFA Women's Champions League è la massima competizione calcistica europea per club, istituita dalla UEFA nella stagione 2001-02 con il nome di UEFA Women's Cup. Omologo femminile della UEFA Champions League, è riservata alle squadre classificatesi ai primi posti nei rispettivi campionati nazionali europei. È talora denominata Women's European Cup, per attestare il suo stato di unica competizione UEFA per i club femminili di calcio, mentre il formato della UEFA Champions League maschile non è ancora economicamente praticabile. Vengono iscritte al torneo le società vincitrici dei rispettivi tornei nazionali, siano essi un campionato o una coppa (se non è prevista una lega nazionale). Sono riservati due posti per le prime dodici federazioni nazionali nel coefficiente UEFA, mentre tutte le altre possono iscrivere una sola squadra. Nella stagione 2007/08 il Bardolino Verona ha ottenuto il miglior risultato di sempre per le squadre italiane, raggiungendo le semifinali della competizione. Nei periodi estivi "pre-campionato" vengono inoltre organizzati alcuni incontri amichevoli e tornei internazionali di prestigio. Clicca qui per osservare le immagini della finale di Champions League Femminile 2017.


La Fiorentina Women's che ha partecipato alla Champions League Femminile 201718.

A livello giovanile femminile esistono vari tornei internazionali che comprendono tutte le varie categorie, dall'Under 20 fino alle più piccole adolescenti. Fra I tornei più prestigiosi troviamo quelli di Mentone, Lugano, Arco di Trento, Sanremo, Viareggio, Gallini, Steka Cup, Ascona etc..


Le Giovanissime dell'Inter femminile che hanno conquistato il Torneo Internazionale di Ciliverghe nel 2019.

I premi elencati di seguito sono per un singolo giocatore. Esso (come anche descritto in seguito) è il giocatore più forte della stagione calcistica solare (da gennaio a dicembre) o agonistica (da luglio a giugno).
Il "Pallone d'Oro" è un premio che viene assegnato nel mondo del calcio; è stato istituito nel 1956 dalla rivista sportiva francese France Football. Il premio viene assegnato annualmente al giocatore che più si è distinto nella stagione precedente militando in una squadra associata all'UEFA. Secondo il regolamento fino al 1995 il giocatore doveva anche essere di nazionalità europea per poter aspirare al titolo ma da allora questa distinzione è stata superata per cui possono concorrere al premio anche giocatori di nazionalità extra-europea. La votazione per il premio viene effettuata da un gruppo di giornalisti sportivi europei. I criteri per l'assegnazione del premio sono descritti nell'articolo 10 del relativo regolamento:
Insieme delle prestazioni individuali e di squadra durante l'anno preso in considerazione, valore del giocatore (talento e fair play), carriera e personalità, carisma. A questo riconoscimento sportivo viene spesso mossa la critica di premiare prevalentemente giocatori di attacco o di centrocampo, penalizzando in questo modo giocatori della difesa, inclusi i portieri. Sono ben 5 i giocatori italiani che hanno conquistato questo premio (Omar Sivori, Gianni Rivera, Paolo Rossi, Roberto Baggio e Fabio Cannavaro).
La Scarpa d'Oro è un riconoscimento calcistico per i giocatori che, durante la stagione calcistica, hanno ottenuto il miglior punteggio calcolato moltiplicando il numero di reti messe a segno in partite di campionato per il coefficiente di difficoltà del campionato stesso.ad esempio in Italia,Spagna,Inghilterra e Germania ogni goal messo a segno vale 2 punti invece in tutti gli altri campionati d'Europa ogni goal vale 1punto e mezzo. Fino alla stagione 1990 veniva preso in considerazione il mero numero di segnature, permettendo così la vittoria del trofeo a giocatori più o meno sconosciuti che militavano in competizioni nazionali di dubbia difficoltà. Dal 1990-91 al 1995-96 il premio non è stato assegnato. Con l'introduzione (dal 1996) della ponderazione in base al coefficiente UEFA, la "Scarpa d'oro" è stata vinta da grandi attaccanti.La "Scarpa d'oro" viene vinta dai migliori attaccanti d'Europa. Fino al 1995 a poter vincere questo ambito premio potevano essere solo giocatori militanti in Europa e di nazionalità europea. Invece dal 1996 fino ad adesso la "Scarpa d'oro" viene vinta dai giocatori che militano in squadre europee e non serve che anch'essi siano di nazionalità europea. Due gli italiani a conquistare il premio: Luca Toni e Francesco Totti.
Dopo il Campionato del Mondo, si danno anche altri premi, simili a quelli normali: Pallone d'oro al miglior giocatore del Mondiale, Scarpa d'oro al capocannoniere del Mondiale e Premio Guanto D' Oro al miglior portiere.
Ci sono poi ancora tanti altri premi e riconoscimenti assegnati a personaggi appartenenti o legati al mondo del calcio oppure a squadre di calcio (al di fuori dai trofei vinti nelle competizioni):
FIFA Puskás Award‎ (best Goal of the Year), FIFA World Coach of the Year‎, FIFA World Player of the Year‎, European Golden Boy, European Golden Girl, Premio internazionale Giacinto Facchetti, FIFA Fair Play Award, FIFA FIFPro World XI, FIFA Order of Merit, FIFA Presidential Award, Futsal Best Player, Giovane dell'anno della PFA, Globe Soccer Awards, Golden Foot, Guerin d'oro, Miglior allenatore dell'anno IFFHS, Miglior arbitro dell'anno IFFHS, Miglior calciatore del XX secolo IFFHS, Miglior commissario tecnico dell'anno IFFHS, Miglior costruttore di gioco dell'anno IFFHS, Miglior marcatore dell'anno IFFHS, Miglior portiere dell'anno IFFHS, Migliori club del XX secolo FIFA, Migliori club del XX secolo per ogni continente IFFHS, Riconoscimenti accessori al campionato mondiale di calcio Under-20, Onze d'or, Squadra dell'anno UEFA, Squadra della stagione della UEFA Champions League, Squadra della stagione della UEFA Europa League, The Best FIFA Goalkeeper, The Best FIFA Women's Player, Trofeo Bravo, UEFA Club Football Awards, UEFA Club Footballer of the Year, UEFA Golden Jubilee Poll, UEFA Jubilee Awards, UEFA Men's Player of the Year Award, UEFA President's Award, UEFA Women's Player of the Year Award.


Roberto Baggio, Pallone d'Oro nel 1993.